altrimenti la vaschetta si può collocare nella vasca da bagno.
■ Amido di riso: ideale nei primi tre mesi, quando la pelle del neonato è più delicata.
■ Detergente neutro: da preferire in seguito per lavare sia il corpo che i capelli.
■ Termometro per verificare la temperatura dell’acqua: in genere lo si usa le prime volte, poi mamma e papà diventano esperti.
■ Giochini: animaletti di plastica morbida e, per i più grandini, piccoli contenitori per travasare l’acqua e bolle di sapone. Anche i più refrattari al bagnetto si divertiranno.
■ Fasciatoio: per appoggiare il bimbo dopo il bagno (senza mai perderlo d’occhio).
■ Asciugamano morbido: comodissimi quelli quadrati con cappuccio.
■ Salviette detergenti: per le emergenze pipì appena il bimbo esce dall’acqua.
■ Crema idratante o olio (perfetto quello di mandorle): per idratare, ammorbidire e proteggere la pelle dopo il bagno.
■ Pannolino.
■ Pasta per il cambio: molto usate quelle all’ossido di zinco, per prevenire gli arrossamenti.
■ Vestitini: calzine, body, tutina, tutto a portata di mano perché il piccolo non prenda freddo.
■ Necessaire per l’igiene: forbicine con le punte arrotondate per le unghie, spazzolina per i capelli con le setole morbide…
L’ABC DEL BAGNETTO PERFETTO
Abbiate cura di riscaldare l’ambiente: 22°C sono l’ideale.
Basta riempire la vaschetta per metà.
Controllate che la temperatura dell’acqua si aggiri intorno ai 37°C. Se non avete l’apposito termometro, immergete il gomito, un metodo della nonna intramontabile.
Di norma, nei primi tempi il bagnetto non dovrebbe durare più di dieci minuti.
Evitate di posticipare l’ora della pappa per fargli il bagno, il bambino potrebbe innervosirsi.
Fatelo tranquillamente dopo la poppata, se allattate al seno: il latte materno è molto digeribile e il bagnetto così breve che non incide sulla digestione.
Giusta prudenza, invece, se il bambino è allattato artificialmente: meglio aspettare un’ora o due.
Ha poca importanza l’orario: prima della nanna, appena sveglio… L’ora giusta per il bagnetto è quella più congeniale a ogni famiglia.
Il lavandino, quando il bambino è molto piccolo, può essere usato come alternativa alla vaschetta, ma non è altrettanto sicuro: è quindi bene tenere molto saldamente il neonato.
La posizione più pratica per sostenere il neonato nell’acqua è questa: il braccio sinistro della mamma dietro la sua schiena, con il pollice sopra la sua spalla sinistra e le altre dita sotto l’ascella. In questo modo la testa resta ben sostenuta.
Mai lasciar andare la presa: il neonato non è in grado di stare seduto da solo e potrebbe scivolare sott’acqua.
Non dimenticate di parlargli dolcemente e di divertirvi con lui, fino alla Z.
di Sara Lanfranchini | Tratto dalla rivista Nascere mamma