È inoltre provato che, attraverso il contatto con l’animale, il battito cardiaco rallenta e scemano ansie e paure, tutte cose che favoriscono la piena espressione del bambino e, anche, la sua partecipazione attiva al processo di cura o alle attività educative. Individuare l’animale giusto è il primo passo perché l’intervento di pet therapy abbia successo. Le Linee Guida Nazionali raccomandano di impiegare solo animali da compagnia: innanzitutto cani ma anche gatti, conigli, asini e cavalli. Tipologia ed esemplare specifico vengono selezionati in ragione delle preferenze personali del paziente/utente, delle sue capacità psicofisiche, di eventuali fobie o allergie e, ovviamente, in base alla risposta emotiva riscontrata nelle prime sedute. Ogni animale deve essere certificato e avere i necessari requisiti sanitari, comportamentali, attitudinali e di capacità, valutati da un veterinario esperto in pet therapy. Altro, imprescindibile requisito è la relazione tra il pet e il suo conduttore, che sarà presente in tutte le sedute di terapia.
Tratto da Nascere Mamma | di Nora Cinaschi
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