L’età in cui si sviluppa questa modalità ludica va dai 18 ai 36 mesi; poi, per tantissimi anni il bambino non fa che affinare la tecnica, arricchire gli scenari e riprodurre situazioni nuove e sempre più complesse.
Osservando i bambini mentre si dedicano ai giochi d’imitazione si può comprendere molto dell’ambiente familiare e sociale in cui crescono, nonché delle emozioni, delle necessità affettive e dei disagi che vivono. Per il bambino questi giochi sono uno strumento per imparare a comportarsi ‘da grandi’, assumendo ruoli per definizione appannaggio degli adulti, ma anche per esternare malesseri e stati d’animo che il genitore e l’educatore devono rilevare. Il bambino tenderà infatti a replicare certe dinamiche familiari o scolastiche, o al contrario a sopperire a determinate mancanze ribaltando – e quindi copiando al contrario – la realtà.
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