Bio, fin dal primo giorno
di Tea Guidi
Quando si tratta dell’alimentazione dei bambini, si vorrebbe poter offrire il massimo della qualità e della sicurezza. Per questa ragione, sono sempre di più le mamme e i papà che optano per il biologico dopo la nascita di un figlio (e spesso fin dalla scoperta della gravidanza).
Gli alimenti biologici, infatti, non sono trattati con prodotti chimici, sono privi di additivi e liberi da Ogm. E questo è vero nel caso tanto dei cibi freschi (frutta, verdura, carne, formaggi, yogurt, latte…) quanto dei baby food, ovvero gli alimenti confezionati per l’infanzia (omogeneizzati, farine, pappe pronte…), specifici da zero a tre anni. Preferire il bio è una scelta etica e salutare: farlo fin dalla prima pappa significa accompagnare nostro figlio verso abitudini alimentari sane, che si acquisiscono e consolidano proprio a partire dallo svezzamento.
PIÙ VIRTÙ, MENO ‘VIZI’
■ Anche le produzioni bio utilizzano alcune tipologie di agrofarmaci: lo accerta Agrofarma (Associazione nazionale Imprese Agrofarmaci), spiegando che l’uso di queste medicine è essenziale per la cura delle piante e la sicurezza della materia prima agricola. Ma chi consuma abitualmente frutta e verdura bio espone il suo organismo a quantità decisamente inferiori di pesticidi ed erbicidi (particolarmente dannosi per i bambini). ■ Dagli studi più recenti risulta che le carni bio sono meno grasse e quindi meno caloriche, con un maggior tenore di acidi grassi insaturi. Inoltre, l’analisi delle carcasse di animali allevati con metodi biologici ha evidenziato un più alto contenuto di grasso intramuscolare, che dovrebbe comportare un sapore migliore. ■ Rispetto, invece, al supposto minor impatto ambientale degli allevamenti bio, andrebbe valutato caso per caso, data la quantità di parametri da considerare: non solo alimentazione degli animali e terapie veterinarie, ma anche condizioni di vita, metodi produttivi, modalità di trasporto delle carni...
