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Se prima eravamo in due. Come gestire la nuova famiglia.

Se prima eravamo in due…

Quante volte si sentono i racconti di coppie andate in crisi dopo la nascita di un bebè. Ebbene, anche se avete pensato ‘a noi non succederà mai’, ecco che il rapporto con il vostro partner potrebbe iniziare a traballare. Proprio perchè ora si sta formando una famiglia ed è arrivato quel fagottino di soli 50 (più o meno) centimetri.

L’arrivo di un figlio porta grandi gioie in una casa. Eppure non si deve dimenticare che, da quel momento in poi, la coppia subirà un cambiamento in quanto non sarà più esclusivamente tale: d’ora in poi si diventa una famiglia. Si sarà madre e padre per sempre, il che non è poco. In questa fase della vita sarebbe fondamentale definire con chiarezza quali sono i confini del rapporto a due e quale sia la relazione come genitori, in modo che le due sfere restino armoniosamente separate. Ma non è così facile, visto che il bambino calamita su di sé tutte le attenzioni! Dopo un primo momento di grande entusiasmo, la burrasca è in agguato: poppate, cambi di pannolino, crisi notturne possono caratterizzare i primi mesi di vita del bimbo acuendo possibili motivi di conflitto tra papà e mamma. Pare siano le donne a manifestare la maggiore insoddisfazione, vedendo la propria vita completamente assorbita dal ruolo di madre. Tutti i ritmi quotidiani si plasmano sul bimbo, non ci sono più rapporti sociali, il tempo libero tende allo zero; in più c’è la gestione della casa e, molto spesso, anche l’impegno del lavoro. Il tutto viene esasperato dalla mancanza di sonno: la stanchezza non può che influire negativamente sul rapporto con il partner. E c’è anche un altro aspetto da considerare: se la mamma ha difficoltà a rimettersi in forma, questo potrebbe ulteriormente incidere sulla sua insoddisfazione, sia per un discorso estetico personale, sia per il timore di non essere più attraente agli occhi del partner.

Che fare?

Non esiste una formula magica. Ogni coppia ha i suoi equilibri. Anzi: ci sono coppie che l’equilibrio non lo perderanno mai, in effetti, grazie all’intimità e all’empatia che sono riuscite a costruire nel tempo. Ma è inutile negare che l’arrivo di un figlio può portare al declino gli aspetti più romantici della relazione. La coppia dovrebbe trovare nuovi modi di comunicare e gestire i conflitti, mettendo a disposizione dell’altro tutti gli strumenti possibili: pazienza, ascolto, comprensione e comunicazione. I momenti di tensione non mancheranno, ma bisogna reagire in modo costruttivo, accettando il cambiamento, gli errori e, soprattutto, andando alla ricerca di compromessi. Sembrano suggerimenti banali, ma ricordate che sarebbe utile:
■ non recriminare ma proporre
■ non esigere ma domandare
■ non brontolare ma comunicare.
E perché non pensare ai nonni come aiuto anche in questo senso? Il loro compito è anche sostenere i figli nel proprio ruolo di neogenitori, oltre che prendersi cura del nipotino quando necessario.

Da ricordare

I genitori sono sempre una guida per i propri bambini e per la nuova famiglia: avere una buona relazione è importante per una crescita sana del figlio, che potrà costruire un’immagine di sé degna di amore e attenzione. Purtroppo, spesso ci si deve confrontare con il tipo d’infanzia che si è vissuta e con il tipo di relazione costruita con i propri genitori: chi ha potuto contare su legami stabili li ricreerà certamente con il proprio figlio, al contrario di chi, invece, non ha vissuto questi equilibri e avrà quindi difficoltà a costruirli ora. Grazie a un buon aiuto reciproco, però, tutto sarà superato. E la famiglia crescerà insieme.

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