Trabocchetti, sì o no?

Trabocchetti, sì o no? - Iperbimbo

Naturalmente ogni situazione è a sé, ed è vero che le lotte per far apprezzare certi cibi ai figli, o anche solo per far sì che li assaggino, possono essere logoranti; i bambini sanno dimostrarsi terribilmente ostinati. Tuttavia, si dovrebbe sempre tenere a mente che il gusto dei bambini va educato, non ingannato. Nascondendo gli alimenti indeside

rati nelle ricette, se ne camuffano aspetto e sapore: e se così il bambino riceve comunque il corretto apporto nutrizionale – e a tavola si respira un po’ di pace – si dà però campo libero a un atteggiamento alla lunga controproducente. Un conto, infatti, è tentare di aggirare le loro resistenze e presentare i piatti in modo attraente – pensate a un risottino alle verdure

decorato con pezzetti di formaggio, prosciutto e olive a mo’ di gatto, al posto del medesimo risotto in versione ‘da adulti’ – un altro è inserire una porzione (per forza minuscola) di carote e zucchine in quello stesso risotto, ma far credere al bambino che in realtà non ci sono, e coprirne il sapore con una valanga di parmigiano. L’obiettivo dovrebbe sempre essere quello di insegnare ai nostri figli a conoscere e apprezzare ciò che mangiano: un obiettivo che si persegue, ad esempio, trasformando la preparazione della cena in un gioco da fare insieme, raccontando caratteristiche e virtù dei diversi alimenti, coltivando insieme sul balcone o in giardino un micro orto. Tutte attività che, ve lo garantiamo, portano ottimi frutti: un bambino coinvolto, la cui educazione alimentare si sviluppa fin dai primi anni di vita, estenderà la sua curiosità nei confronti del cibo, sarà maggiormente predisposto all’assaggio di ricette nuove e alla predilezione per piatti sani.

L’ALTERNATIVA A TUTTI I COSTI

Ecco un altro errore in cui incappano i genitori, perché premurosi o semplicemente – comprensibilmente – troppo stanchi per continuare a discutere: prevenire le possibili rimostranze dei figli prevedendo sempre un menù alternativo. Anche in questo caso, se è chiaramente naturale voler venire incontro al gusto dei bambini, non è altrettanto logico accontentarli sempre: a volte, infatti, si asseconderà un gusto legittimo, altre un capriccio ingiustificato. Secondo il parere di molti esperti, in termini educativi sarebbe meglio mantenere una certa fermezza, e rischiare che il bambino per una volta mangi poco o non mangi affatto: al pasto successivo, il piccolo schizzinoso vorrà probabilmente assaggiare ciò che ha rifiutato poco prima. Stesso discorso per i cosiddetti cibi o menù ‘child friendly’ (pollo arrosto e patatine, pizza, gelato…): nulla in contrario a proporli ogni tanto, ma mai ridurre a queste e poche altre opzioni la dieta dei bambini, che deve invece essere improntata alla maggior varietà possibile.

 

 

Di Tea Guidi | Tratto da Nascere Mamma

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