Supplementazioni alimentari. Quando servono?

Supplementazioni alimentari. Quando servono? - IperBimbo

Vitamine

Spesso sentiamo parlare di supplementazioni in rapporto alla salute e alla dieta dei nostri bambini. Ma cosa sono? Si tratta dei cosiddetti integratori alimentari, espressione con cui generalmente s’intende l’insieme di quei prodotti che si assumono per completare la dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali innanzitutto vitamine e minerali. Durante i primi anni dell’infanzia esistono in effetti integratori che è buona norma somministrare regolarmente e altri che, invece, potrebbero rendersi utili solo in determinate circostanze. È inoltre importante seguire attentamente le indicazioni del pediatra, poiché vi è una distinzione di base che si fonda sull’età, e lo stesso incremento di uno specifico principio attivo può essere necessario nel primo anno di vita e inopportuno in seguito, o viceversa.

VITAMINA D

Indispensabile per l’organismo del lattante e del bambino, la vitamina D è utile per l’ossificazione, oltre a svolgere altre funzioni correlate: facilitando l’assorbimento del calcio, contribuisce a una buona dentizione e alla chiusura della fontanella. È inoltre determinante per il sistema immunitario e l’apparato respiratorio, e si stanno studiando i suoi effetti positivi nella prevenzione dell’asma e della dermatite atopica.

Per il 90% deriva dall’esposizione alla luce solare (vitamina D3), che stimola la pelle a produrla: per questo nei mesi invernali risulta un po’ carente, e il suo apporto diventa tanto più essenziale. La supplementazione può non essere necessaria se il bambino viene opportunamente esposto al sole per diverse ore ogni giorno. Ma, poiché diversi fattori tendono a impedire queste condizioni ottimali (clima, latitudine, alternanza delle stagioni, stile di vita…), la vitamina D viene di norma consigliata a tutti i lattanti, alimentati sia al seno che con il biberon, dai primi giorni di vita fino al compimento del primo anno: nei nati a termine il dosaggio è di 400 UI/die, nei pretermine varia in base al peso alla nascita e al tipo di alimentazione. Solo in casi particolari il pediatra potrebbe consigliare di prolungare l’assunzione, rilevando deficit o eventuali fattori di rischio. Se il bambino è obeso si consigliano apporti di vitamina D 2 o 3 volte superiori rispetto alla media.

Quanto alla donna in gravidanza e allattamento, in contesti socioeconomici industrializzati la supplementazione viene raccomandata solo in presenza di deficit di vitamina D.

FERRO E ZINCO

Anche ferro e zinco sono elementi chiave per il buon sviluppo del neonato e del bambino. La funzione del ferro, in particolare, è centrale nella produzione di globuli rossi (emoglobina) ma anche per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per lo sviluppo delle strutture nervose e cognitive. In genere non è necessaria una supplementazione (salvo diverse indicazioni del pediatra): il ferro in eccesso può infatti comportare più danni che vantaggi. Una sua mancanza, invece, può rendersi responsabile di un’anemia da carenza di ferro, malattia definita sistemica in quanto coinvolge più organi e apparati.

Nei primi sei mesi di vita, l’allattamento (al seno in particolare, ma anche artificiale) garantisce il corretto apporto diferro; nei lattanti di basso peso alla nascita la supplementazione può invece prevenire l’insorgenza di anemia sideropenica e migliorare lo sviluppo neurologico. Nel secondo semestre, un’adeguata alimentazione complementare e la prosecuzione parallela dell’allattamento (con esclusione di latte vaccino intero) prevengono l’insorgenza di anemia. Lo stesso dicasi dai12 ai 36 mesi, ferme restando una dieta varia, completa e corretta per apporto di ferro e un’offerta limitata di latte vaccino intero (entro i 300-350 ml al giorno).

Vitamine nei bimbi più grandi

In contesti socioeconomici avanzati, come nel nostro paese, generalmente la donna incinta non ne ha bisogno.

VITAMINA K

Necessaria per la coagulazione del sangue, serve ai bambini per prevenire due gravi malattie emorragiche, l’una che può verificarsi alla nascita e l’altra intorno al 2° o 3° mese di vita.Si parla in entrambi i casi di emorragia da deficit di vitamina K, che comporta il sanguinamento di pelle, stomaco e intestino e, nella forma tardiva, anche del cervello. Si tratta di condizioni potenzialmente mortali, ma prevenibili e curabili efficacemente tramite somministrazione di vitamina K. L’Italia è l’unico paese ad aver adottato di routine la profilassi intramuscolo subito dopo la nascita (una dose unica di 1 mg), una pratica di efficacia dimostrata per evitare la malattia emorragica precoce. La somministrazione orale giornaliera nei mesi successivi, invece, è oggetto tutt’oggi di discussione all’interno della comunità scientifica. L’incidenza della patologia, per quanto rara, è maggiore nei neonati allattati al seno. In genere, la supplementazione di vitamina K viene fortemente raccomandata solo alle future mamme che in gravidanza seguono cure farmacologiche contro epilessia o tubercolosi, o che assumono i cosiddetti anticoagulanti antagonisti della vitamina K.

LUTEINA

Con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie – essenziali in particolare per l’occhio e la protezione della retina dai danni dovuti a esposizione alla luce blu – la luteina è un carotenoide di origine vegetale, responsabile delle tipiche colorazioni di frutta e verdura. L’uomo non è in grado di sintetizzarla, dunque la introduce con la dieta: per il neonato allattato al seno la fonte principale è dunque il latte materno, in cui le concentrazioni di luteina variano in base alle quantità di frutta e verdura assunte dalla madre, mentre il latte formulato ne contiene già in dosaggi sufficienti.

Sono in corso studi per verificare l’efficacia della supplementazione nel neonato pretermine, in particolare in rapporto ai problemi legati alla prematurità, come la retinopatia.

DHA – ACIDO DOCOSAESAENOICO

Negli adulti gli acidi grassi omega 3 e omega 6 prevengono le malattie cardiovascolari, abbassando i livelli dei trigliceridi nel sangue e la pressione arteriosa, proteggono dal diabete di tipo 2 e riducono il rischio di demenze e Alzheimer. Nei bambini il loro ruolo è stato studiato meno, ma è fortemente probabile l’azione benefica degli acidi grassi per la regolazione dell’insulina e della pressione. Si assumono principalmente tramite l’alimentazione – il pesce azzurro ne è ricchissimo – e si accumulano nei tessuti in particolare durante il terzo trimestre di gravidanza e i primi due anni di vita del bambino: in questi periodi sono dunque particolarmente importanti per mamma e neonato. Fortunatamente il latte materno ne contiene naturalmente in buone quantità (e così il latte formulato). La supplementazione è dunque indicata solo in specifiche condizioni di rischio: patologie cardiovascolari, alti tassi di grassi nel sangue, problemi di assimilazione dei nutrienti o diete di esclusione.

 

Alcuni metodi naturali per fare il pieno di vitamine in questi articoli:

Frutta e verdura di stagione

 

Un kiwi al giorno…

Di Sara Lanfranchini | Tratto da Nascere mamma

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