Mai più dimenticati

Mai più dimenticati - Iperbimbo

Dimenticare il proprio figlio in auto pare un evento impossibile. Eppure la cronaca ci riporta numerosi casi di bambini morti proprio perché abbandonati da soli nella vettura, per ore e sotto il sole o al gelo. Gli organi competenti non hanno potuto rimanere impassibili di fronte a queste morti premature e assurde. C’è da dire che i casi in Italia sono ancora pochi, rispetto ad esempio agli Stati Uniti dove il fenomeno è crescente, ma ‘pochi’ sono comunque troppi, e si è dunque deciso di prendere provvedimenti.

Le cause del fenomeno

L’abbandono di un bambino in auto è da riportare, secondo gli esperti, a un episodio di amnesia dissociativa (il cosiddetto blackout) dell’adulto a seguito di stress, scarso sonno, momenti emotivamente difficili. Il genitore tende a dissociarsi letteralmente dalla realtà che lo circonda. I suoni e le luci del dispositivo anti-abbandono sono studiati per riattivare l’attenzione del genitore ed evitare quindi il verificarsi di episodi tragici.

La direttiva sui sensori anti-abbandono

Nel 2018 è stato approvato l’obbligo (la decorrenza era prevista dal prossimo mese di luglio, ma secondo Altroconsumo, associazione per la tutela dei consumatori, la data dovrebbe slittare almeno al 19 novembre 2019) di installare sui seggiolini dei particolari dispositivi di allarme per prevenire l’abbandono in auto dei bambini di età inferiore ai quattro anni. Recita il comma 1bis dell’articolo 172 del Codice della Strada: «Il conducente dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, o immatricolati all’estero e condotti da residenti in Italia, quando trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni assicurato al sedile con il sistema di ritenuta di cui al comma 1 (il seggiolino auto, NDR), ha l’obbligo di utilizzare apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».

Come saranno i dispositivi

Si tratterà di sensori che dialogheranno con lo smartphone via app o Bluetooth e che lanceranno un allarme sonoro e invieranno un messaggio se il bambino viene lasciato sul seggiolino e il genitore si allontana. Si parla anche di dispositivi con sensori acustici e luminosi, che rimangono attivi anche a macchina spenta e segnalano la presenza del bambino a bordo. Due le soluzioni di acquisto: per i neogenitori, la scelta di seggiolini di ultima generazione con i dispositivi integrati; per chi già possiede un seggiolino, la possibilità di installare delle soluzioni ‘retrofit’, ossia sensori che potranno essere connessi ai diversi modelli di seggiolini. Tutti questi sistemi dovranno rispondere a specifici requisiti ministeriali e dovranno essere omologati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Iperbimbo tratta già questi prodotti e sono disponbili sia online sia in store:

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Costi e incentivi

Nella legge di Bilancio 2019 sono stati previsti incentivi a supporto delle famiglie. Sono stati stanziati un milione di euro per l’anno in corso e un altro milione per il 2020. Stando al testo, il bonus dovrebbe essere tradotto nella forma dell’incentivo fiscale sia per i dispositivi che per i seggiolini con sensori. Il costo dei dispositivi è sceso a 50€ circa proprio grazie a questi incentivi.

Le multe

L’articolo 172 del Codice della Strada prevede l’obbligo dell’uso del seggiolino omologato e adeguato al peso per bambini fino ai 150 centimetri d’altezza. Chi non rispetta le norme relative al trasporto dei bambini sul seggiolino (comprese quelle inerenti ai dispositivi anti-abbandono) rischia una multa che va da 80 a 323 euro e la decurtazione di cinque punti dalla patente. In caso di recidiva nell’arco di due anni, verrà sospesa la patente per un periodo compreso tra 15 giorni e due mesi.

Tratto da Nascere Mamma | di Carlotta Cordieri

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