Dono il mio latte come gesto d’amore

Dono il mio latte come gesto d’amore - Iperbimbo

In Italia viene donato solo un terzo del latte materno di cui avrebbero necessità i neonati prematuri. Un dato che dimostra come ci sia ancora tanto lavoro da fare. Tuttavia, guardando al passato, il risultato è comunque più che soddisfacente, come spiega il presidente dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (Aiblud – www. aiblud.com), il dottor Guido Moro.

Qual è la situazione in Italia per quanto riguarda la donazione del latte materno?

«L’Italia può vantare ben 38 Banche del Latte. Siamo i primi in Europa, il che non può che essere fonte di vanto. E, insieme alla Francia, siamo l’unico paese in cui tutta l’attività viene regolata da leggi specifiche: da quando è nata l’Associazione, nel 2005, si sono volute tracciare linee guida univoche, confermate dal Ministero della Salute, in modo che tutto il processo delle Banche sia regolamentato e controllato per un’efficienza e sicurezza sempre maggiori».

Quanto latte materno si raccoglie lungo la penisola?

«Dall’ultima indagine rilevata a livello nazionale in collaborazione con il Ministero della Salute, datata 2017, è risultato che nell’anno precedente siamo riusciti a raccogliere 10mila litri di latte materno. Il che risponde a un terzo del latte di cui i bambini prematuri accolti nei centri di neonatologia avrebbero bisogno. Siamo già soddisfatti del risultato, ma non ci fermiamo: il nostro impegno è rivolto a sensibilizzare il grande pubblico e gli operatori sull’importanza della donazione. Penso alla grande disparità tra nord e sud Italia: Lombardia e Toscana sono in cima alla classifica per numero di Banche del Latte, ma ci sono regioni come la Liguria e la Sardegna dove non ce n’è nemmeno una. E se la Liguria si può approvvigionare dal Piemonte, l’isola sarda è totalmente isolata».

E poi bisogna informare le future mamme…

«Esattamente: stiamo lavorando con il Ministero per una campagna di sensibilizzazione tra gli ambulatori, i consultori, i corsi preparto. Tutti devono sapere quanto qualche goccia di latte materno possa essere importante, rappresentando la vita, o la via per la guarigione, per i bambini nati prematuri (per un neonato di peso inferiore a 1500 grammi sono sufficienti 20 centilitri di latte al giorno, ndr)».

Ci spiega meglio questo concetto?

«Il latte umano è un alimento unico e inimitabile per la peculiarità dei nutrienti, le componenti enzimatiche e ormonali, i fattori anti infettivi e di crescita. Studi scientifici dimostrano che questo latte è in grado di proteggere i neonati da una serie di patologie che, se si manifestano in un essere di peso inferiore ai 1500 grammi, possono dimostrarsi letali; come nel caso dell’enterocolite necrotizzante. Donare il proprio latte significa contribuire alla vita, e anche al risparmio economico di un intero sistema sanitario: abbiamo calcolato che il costo per aprire, avviare e gestire le Banche del Latte è di gran lunga inferiore alle spese da sostenere per la degenza e la cura dei neonati malati».

Come avviene la donazione del latte?

«Dopo che una donna si è dichiarate disponibile e si è sottoposta a semplici esami medici, può portare autonomamente il latte materno alla Banca, oppure usufruire del servizio di ritiro a domicilio. Puntiamo all’implementazione di questo servizio: per una neomamma, appena dimessa dall’ospedale, che vive a Milano (ad esempio) e che magari ha già un altro figlio, dover prendere la metropolitana per trasportare il suo biberon fino alla Banca del Latte non è esattamente un percorso confortevole. Non è un caso, dunque, che il 60% della raccolta avvenga tramite personale sanitario a domicilio. Una procedura che, tra l’altro, rafforza il rispetto delle norme igienico sanitarie richieste dalla donazione. Ma c’è di più: a Milano – e ora anche a Torino – è nato il sistema di raccolta Human Milk Link (www.human-milklink.org): un’ostetrica si reca a casa della mamma, l’assiste ove ci siano dei problemi, la consiglia sulla raccolta del latte, porta nuovi biberon qualora siano esauriti. Poi sigilla il biberon e lo consegna alla Banca. A misura di mamma».

Qual è la situazione in Europa?

«È partita da noi, nel 2010, la formalizzazione di una Banca europea, la Europe Milk Bank Association. Nazioni come Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Svezia e Finlandia avevano già un loro sistema di raccolta, ma, si sa, l’unione fa la forza. Ciò ci ha aiutato a sostenere l’apertura di nuove Banche, come quelle in Russia. Nel continente europeo contiamo 250 Banche del Latte».

La procedura

Secondo le Linee guida per la costituzione e l’organizzazione di una Banca del Latte Umano Donato redatte dalla Società Italiana di Neonatologia (Sin), tutto il latte donato deve essere pastorizzato prima dell’uso. La pastorizzazione, che consiste nel riscaldamento del latte a bagnomaria (in genere a 62,5°C per 30 minuti), distrugge la maggior parte dei germi patogeni e tutti i virus, in modo che il prezioso alimento possa essere utilizzato senza rischi; al tempo stesso, ne rispetta sufficientemente le peculiari caratteristiche biologiche e nutrizionali. Il latte pastorizzato viene congelato e stoccato in biberon sigillati ed etichettati e viene fornito ove e quando ve ne sia richiesta.

Consulta  l’elenco completo delle Banche sul sito dell’associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato

 

Tratto da Nascere Mamma | di Laura Sciolla

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